Chi siamo
Careof è un’organizzazione non profit per l’arte contemporanea, con sede a Milano, all'interno di Fabbrica del Vapore. Fondata nel 1987, favorisce la creatività e la sperimentazione artistica in ogni sua espressione e forma. È uno spazio indipendente, punto di riferimento e luogo di ispirazione e confronto per artist_ e ricercat_.
Careof è uno spazio fluido e in movimento, incoraggia la ricerca e sostiene la produzione culturale attraverso mostre, screening, workshop, conferenze e progettualità ibride, grazie allo spazio espositivo, alla biblioteca, all'Archivio Fotografico e all’Archivio Video, una delle più importanti raccolte italiane dagli anni Settanta a oggi, con oltre 9000 titoli, in costante espansione e riconosciuto dal Ministero della Cultura come di interesse storico nazionale.
Careof è un centro di produzione e approfondimento sui time based media: realizza, espone, cataloga, conserva, promuove lavori legati all'immagine in movimento, in una dimensione di valorizzazione circolare.
“In un momento che vede finalmente trionfare la cultura del dubbio, noi siamo almeno cert_ di una cosa: ciò di cui ci vogliamo occupare è la produzione dell'arte contemporanea in tutte le sfumature in cui si manifesta, l'informazione su ciò che risulta emergente, la comprensione e la riflessione sui presupposti che sottendono al fare artistico contemporaneo, che esprimono la condizione esistenziale dell'umano in questo scorcio di secolo. Ciò di cui ci vogliamo occupare è attivare il processo di scambio in una situazione di complessità e in una condizione di dubbio. È, per dirlo con Italo Calvino, di «cercare in mezzo all'inferno ciò che non è inferno, e dargli spazio e durata.»”
Storia
Careof nasce nel 1987 a Cusano Milanino dalla volontà di Mario Gorni e Zefferina Castoldi con l’obiettivo di promuovere la ricerca artistica, archiviare e conservare i materiali d’arte contemporanea (portfolio d’artista, fotografie, video, libri e cataloghi), offrire al pubblico la consultazione del patrimonio acquisito.
Nel 1997, a dieci anni dalla nascita, Careof consolida la sua attività anche grazie al supporto del Comune di Milano che lo porterà qualche anno più tardi a spostare la sua base operativa a Milano.
Nel 2006 l’Archivio di Careof viene riconosciuto tra gli Archivi Storici di rilevanza nazionale dal Ministero della Cultura.
Nel 2008 viene inaugurata la nuova sede alla Fabbrica del Vapore. In tale occasione - dalla collaborazione fra Careof e Viafarini, iniziata nel 1995 - nasce il DOCVA Documentation Centre for Visual Arts, che avvia l’attività didattica lavorando in sinergia con Accademie e Università.
Nel 2011 Careof inizia a curare il nuovo progetto di residenze alla Fabbrica del Vapore, FDV Residency Program, attivo sino al 2018.
Nel 2014 l'associazione sceglie di rinnovare il gruppo di lavoro e gli obiettivi. Nel 2017 viene riconfermata la sede in Fabbrica del Vapore, grazie al bando di Comune di Milano Spazi al Talento.
Nel 2019 Careof sceglie di modificare i propri spazi e la struttura organizzativa, rinforzando le relazioni con altre attività creative e di produzione culturali grazie alla creazione di Careof LAB.
Le attività principali
PRODUZIONE
Careof promuove e favorisce la produzione di artist_ emergenti. In trent'anni di attività ha organizzato e prodotto oltre 500 mostre, tra personali e collettive, dando spazio a nuove sperimentazioni e creando un dialogo strutturato tra la realtà italiana e il panorama internazionale.
DOCUMENTAZIONE
Archiviare, conservare e diffondere i materiali dell'arte contemporanea è una delle principali vocazioni di Careof. Il patrimonio raccolto contenente materiali dagli anni '70 a oggi - fotografie, video d'artista, video-documentazioni, cataloghi, riviste specializzate, portfolio d'artista - è consultabile in loco.
ISTRUZIONE
Per promuovere la conoscenza dell'arte contemporanea, Careof organizza presentazioni, workshop e incontri di artist_, curatrici e curatori, scrittrici e scrittori, insegnanti, ecc.; crea spazi per corsi, stage e attività didattiche in collaborazione con scuole e università.
Archivio Video, Archivio Fotografico, Biblioteca
ARCHIVIO VIDEO
L’Archivio Video comprende oltre 9000 titoli: è la raccolta italiana di opere video più importante in Italia, in costante espansione, ed è inserito, a partire dal 2006, tra gli Archivi Storici di Rilevanza Nazionale dal Ministero della Cultura.
Rappresenta un osservatorio attendibile e privilegiato per uno sguardo completo sulle modalità produttive e sulle ricerche artistiche dagli anni Settanta a oggi. Nel catalogo sono conservate oltre 8000 opere d’artista, a partire dalle prime sperimentazioni degli anni Settanta sino alle produzioni delle ultime generazioni, oltre a circa 1.000 documentazioni di mostre, conferenze, performance ed eventi d’arte di livello internazionale, tra cui la Biennale di Venezia, Manifesta, Documenta, Skulptur Projekte, arricchite con interviste ai principali protagonist_.
La rilevanza dell’Archivio è aumentata nel tempo con le donazioni di intere filmografie degli anni Settanta di importanti autori, tra cui Ugo La Pietra, Umberto Bignardi, Gianfranco Baruchello e Alberto Grifi o di enti come il Cavallino di Venezia.
Il fondo conserva in molti casi l’intera produzione video degli artist_ che in maniera continuativa e sistematica consegnano i propri lavori a Careof. I video originali sono su supporti diversi e con standard di registrazione che segnano il tempo dell’evoluzione tecnologica: VHS, S-VHS, DVpro, DVcam, miniDV, DVD.
ARCHIVIO FOTOGRAFICO
L’Archivio Fotografico di Careof custodisce materiali originali in pellicola 135 mm (10.448 negativi b/n + 4.150 diapositive) e in pellicola 120 mm (1.430 negativi b/n + 20 negativi colore + 976 diapositive), catalogati, digitalizzati e consultabili in sede.
Il patrimonio è composto da immagini scattate dal fondatore Mario Gorni e da altri soggetti che, nel corso degli anni, hanno donato la propria documentazione a Careof: rappresenta uno spaccato importante della storia artistica italiana.
BIBLIOTECA
La biblioteca di Careof conserva oltre 18.000 volumi tra monografie, cataloghi, saggi, libri d’artista e periodici sulle arti visive dal dopoguerra a oggi. Il fondo è cresciuto grazie alle donazioni di privati e grazie a istituzioni museali e culturali che hanno contribuito allo sviluppo di questo importante patrimonio collettivo. La più recente acquisizione giunge dalla collezione dallo Spazio Oberdan di Milano.
Tutto il materiale digitalizzato è a disposizione presso Careof su appuntamento. All’interno dell’Archivio Video si possono effettuare ricerche mirate, specifiche per artista, anno e tipologia, che rendono il servizio ancora più completo.
Per avere informazioni e consultare i materiali: careof@careof.org
Careof, con l'Archivio Video, è fra gli ETS destinatari del contributo promosso dal bando LETS GO! di Fondazione Cariplo: una misura straordinaria per gli Enti di Terzo Settore (ETS).
Consiglio Direttivo 2026
Alessandro Nassiri — Presidente
Marta Cereda — Vicepresidente / Direttrice artistica e curatrice
Riccardo Berrone — Tesoriere
Marta Bianchi
Comitato Scientifico
Il comitato scientifico è composto da:
Lucrezia Calabrò Visconti, Anna Castelli, Francesca Ceccherini, Irene Dionisio, Vincenzo Estremo, Rebecca Moccia
Domenico Palma, Micol Roubini
Lucrezia Calabrò Visconti è curatrice e autrice. Attualmente è Head Curator presso l'Istituto Svizzero a Roma, Milano e Palermo, dove ha curato mostre come how we always survived di Pauline Boudry/Renate Lorenz, Deadline with the world di Gabriele Garavaglia e Miriam Laura Leonardi, e la mostra collettiva Con lo zucchero in bocca. Fino al 2024 è stata Chief Curator alla Pinacoteca Agnelli di Torino, dove ha co-curato mostre monografiche tra cui Salvo. Arrivare in tempo, Lee Lozano. Strike, Sylvie Fleury. Turn Me On, e ha curato nuove commissioni di artisti come Dominique Gonzalez-Foerster, Lucy McKenzie, Chalisee Naamani, Mark Leckey, Cally Spooner, Nina Beier, tra le altre. Nel 2018 ha curato la Moscow International Biennale for Young Art, Abracadabra. Dal 2018 al 2021 ha lavorato presso la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo ed è stata curatrice della sezione New Entries di Artissima nel 2018 e nel 2019. Tra le altre mostre e progetti che ha curato: Motherless Daughters, VIN VIN per "curated_by", Vienna (2023); Esasperate, Eretiche, Estatiche, Almanac Inn, Torino (2021); Get Rid of Yourself (Ancora Ancora Ancora), Fondazione Baruchello, Roma (2019); Abstract Sex. We don't have any clothes, only equipment, Artissima, Torino (2019); Good Luck, See You After the Revolution, UvA, Amsterdam (2017); Why Is Everybody Being So Nice?, De Appel e Stedelijk Museum, Amsterdam (2017); Dear Betty: Run Fast, Bite Hard!, GAMeC, Bergamo (2016). Ha contribuito con saggi a diverse pubblicazioni e ha curato vari volumi. Nel 2025 ha pubblicato Lee Lozano. In the studio per Hauser & Wirth Publishers. È co-fondatrice e attualmente vicepresidente di AWI – Art Workers Italia.
Anna Castelli è curatrice e ricercatrice (PhD candidate in Visual and Media Studies presso l’Università IULM di Milano). La sua ricerca si concentra sul rapporto tra arte e antropologia nella storia dell’arte globale, con particolare attenzione alle pratiche artistiche che affrontano il patrimonio conteso e i processi di restituzione. È autrice di monografie e saggi su questi temi e coautrice di Scambiarsi le arti. Arte e antropologia (Bompiani, 2022) con Franco La Cecla. Recentemente, la sua scrittura si è confrontata con la pratica artistica di Nora Al-Badri, Maria Thereza Alves, Alessandro Di Pietro, Gabrielle Goliath, Maureen Lander, Elena Mazzi, Oscar Santillán e Marco Maria Zanin. Nel 2025 è stata visiting scholar presso lo Stout Research Centre for New Zealand Studies della Victoria University of Wellington. Ha svolto attività didattica in ambito universitario in Italia e all’estero e ha collaborato con istituzioni artistiche e culturali. Parallelamente alla scrittura, sviluppa una pratica curatoriale tra contesti istituzionali e indipendenti. Attualmente collabora con la Fondazione In Between Art Film e con Alessandro Rabottini Studio. Dal 2013 al 2021 ha lavorato presso la Fondazione Antonio Ratti, dove ha coordinato mostre, residenze e progetti di produzione artistica, collaborando con artisti quali Tacita Dean, Renée Green, Matt Mullican, Richard Nonas e Yvonne Rainer.
Francesca Ceccherini è curatrice e ricercatrice (PhD) in Visual and Media Studies presso l’Università IULM di Milano. La sua ricerca indaga la relazione tra pratiche artistiche e memorie del trauma e come l’ascolto possa divenire una forma radicale di riparazione. È fondatrice di OTO Sound Museum (CH) ed è membro del collettivo curatoriale Zaira Oram in Svizzera dal 2020, dopo aver conseguito un postgraduate in Advanced Studies in Curating presso la ZHdK (Zürcher Hochschule der Künste). Nel corso del tempo ha curato mostre e interventi in contesti urbani e istituzionali, sviluppando progetti transdisciplinari con artistə, curatorə e ricercatorə provenienti da diversi campi di studio. Tra questi, il progetto di ricerca sonora Eart_ض (2024), sviluppato attraverso il dialogo tra i collettivi Zaira Oram e Qanat tra Svizzera e Marocco, premiato da Pro Helvetia Cairo Liaison. Nel 2021 ha collaborato con Roger M. Buergel alla mostra pluriennale Life Lines, presentata al Johann Jacobs Museum di Zurigo. Più recentemente, ha condotto un progetto di ricerca curatoriale in India intitolato Co-listening: Sound Practices and Processes of Repair from the Indian Subcontinent, sostenuto da Italian Council. I suoi progetti sono stati presentati alla Kochi-Muziris Biennale (Kochi, India), MAP Museum of Art & Photography (Bengaluru), Haus der Kunst (Monaco), Ars Electronica (Linz), Biennale Son (Sion), Kunsthalle Winterthur (Winterthur), Casino Luxembourg – Forum d’Art Contemporain (Lussemburgo), Kunst Halle Sankt Gallen (San Gallo), Kunsthalle Vebikus (Sciaffusa), Johann Jacobs Museum (Zurigo), Careof (Milano), Fondazione Pastificio Cerere (Roma) e GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea (Bergamo). Da sei anni dirige OTO Sound Museum attraverso un continuo processo di scambio e attunement con altre curatrici.
Irene Dionisio è una filmmaker e artista. I suoi film sono stati selezionati e premiati in festival internazionali come Visions du Réel, Taipei Film Festival, Cinéma Vérité Iran con documentari come La fabbrica è piena (2011), Sur les traces de Lygia Clark (2012), Sponde (2015), Le storie che saremo (2020), Murmur (2025). Il suo lungometraggio d’esordio, Le ultime cose (2017), è stato presentato alla Settimana della Critica di Venezia, candidato ai David di Donatello e al Globo d’Oro, e ha ricevuto un Nastro d’Argento. E’ in uscita quest’anno il suo prossimo lungometraggio per il cinema Idda. Le sue video installazioni ed installazioni da artista sono state esposte al Magazzino Italian Art di New York, Ocat di Shanghai, al Pac di Milano, Villa Arson di Nizza, Onu di Ginevra e New York, Palazzo Grassi di Venezia, al Museo Berardo di Lisbona, al MamBo di Bologna, al Centre d'Art Contemporain di Ginevra, Accademia Albertina di Torino e in altre gallerie nazionali ed internazionali. Nel 2020 ha ricevuto il Premio Bertolucci per l’innovazione artistica. Nel 2023 e 2024 è stata scelta da Achille Bonito Oliva tra i 70 artisti per la mostra collettiva internazionale “La Grande Visione Italiana” distribuita da Art Sonje Center in Corea fino al Museum of Modern Art di Città del Mexico. È stata direttrice artistica del festival LGBTQI Lovers (2017–2020) per il Museo del Cinema di Torino; ha curato progetti come l’arena cinematografica Pestifera del Museo d’Arte Contemporanea di Rivoli (2019–2020) e il public program Glitch Lab (2022–2026). Insegna attualmente per la Scuola Civica Luchino Visconti di Milano. E’ membro e giuria dell’Accademia del Cinema Italiano - Premi David di Donatello.
Vincenzo Estremo è Ph.D. internazionale in studi sui media, sul cinema e sulla comunicazione presso l’Università di Udine e la Kunstuniversität Linz. Attualmente è PhD Course Leader a NABA (Milano) per il PhD in Artistic Practice, in collaborazione con l’Università di Göteborg e il Dottorato AFAM. Teorico dell’immagine in movimento, scrive regolarmente per Il Tascabile e Che fare? Nel 2026 ha vinto i Flash Art Award nella sezione Scrittura. Ha pubblicato Extended Temporalities. Transient Visions in Museum and Art (Mimesis International, 2016), Albert Serra, cinema, arte e performance (Mimesis Edizioni, 2018), Teoria del lavoro reputazionale (Milieu Edizioni, 2020), Indistinzione (PS editore, 2023), Variante digitale (postmedia books, 2024) e Cronofagia e Media (Meltemi, 2024).
Rebecca Moccia è un’artista e ricercatrice la cui pratica transdisciplinare esplora la materialità degli stati percettivi ed emotivi che possono emergere da specifiche caratteristiche dello spazio fisico e sociale. Le sue opere sono state esposte alla 15ª Biennale di Gwangju, OGR Torino, ICA Milano, Jupiter Woods, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Fondazione Zegna, Mazzoleni London-Torino, IIC Bruxelles, Galeria Madragoa, Museo Novecento Firenze, Cripta747, tra gli altri. Tra il 2021 e il 2023 ha vinto l’ OGR award della Fondazione CRT, il Premio ArteVisione promosso da Careof e il grant di ricerca internazionale Italian Council X per il progetto Ministry of Loneliness, sviluppato in collaborazione con ICA Milano, Magazzino Italian Art (New York), Nanzan University (Nagoya), IIC Seoul e Seoul Institute of the Arts (Seoul), tra gli altri. Nel 2024 ha rappresentato il padiglione Italia alla 15ª Biennale di Gwangju. Dal 2026 è PhD researcher in Visual Arts and Creative Practices, presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli. Rebecca Moccia è attivista e co-fondatrice di AWI – Art Workers Italia.
Domenico Palma è un filmmaker e produttore audiovisivo italiano, fondatore di Palma Productions, realtà specializzata nella realizzazione di documentari e contenuti visivi dedicati all’arte contemporanea. Il suo lavoro si colloca tra cinema documentario e ricerca artistica, con un approccio alla costruzione narrativa intesa come processo aperto e collaborativo. La sua pratica abbraccia un’ampia gamma di formati, dalla documentazione di mostre e performance dal vivo a film dietro le quinte, narrazioni istituzionali e opere video originali commissionate dagli artisti. Tra queste figurano collaborazioni con artisti di rilievo internazionale come David Lamelas, Andrea Fraser e Gabrielle Goliath, oltre alla realizzazione di un film per Andrea Bowers. Ha lavorato anche con artisti italiani tra cui Giulia Cenci, per la quale ha prodotto Dead Dance, vincitore del Premio del Pubblico al festival Lo schermo dell’arte, e Francesco Arena. Ha inoltre realizzato film su Piero Gilardi e Mel Bochner. Collabora con istituzioni come Magazzino Italian Art, Museion, Fondazione Furla, Fondazione Ratti, MART, Italics, MASI Lugano e la Biennale di Venezia.
Micol Roubini: Artista e regista, la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra memoria e oralità, sui territori marginali e la loro antropizzazione, sulle migrazioni interne, sugli elementi di transizione e conflitto attraverso cui si plasma l’idea stessa di spazio, di area geografica o i confini di uno stato. Utilizza principalmente il video, il suono, la scrittura in progetti che ha esposto e proiettato in diverse mostre personali e collettive, in Italia e all’estero. Tra cui: Fondazione Prada, Milano (2025); Mart, Rovereto (2025); Kunstraum Kreuzberg/Bethanien, Berlino (2025); MAN, Nuoro (2024); Kunsthalle Wien (2024); Talbot Rice Gallery, UK (2023); Pinchuck Art Centre, Kyiv (2022); Torino Film Festival (2021); Museo Casa Testori, Milano (2021); Festival Villa Medici, Roma (2021); Pavilion, Poznan (2021); Light Cone, Parigi (2017); Biruchiy contemporary art project, Ucraina (2016); HotelCharleroi, Belgio (2013); Scottish Sculpture Workshop, UK (2013); Stills - Scotland’s Centre for Photography, UK (2012); Novia University of Applied Sciences, Finlandia (2011). Nel 2019, il suo primo lungometraggio La strada per le montagne, viene presentato in competizione al 41° Cinema du Réel e proiettato in diversi festival europei tra cui il 31° Trieste film festival, dove vince il Premio Corso Salani. Nel 2022 vince l’XI edizione dell’Italian Council con il progetto La montagna magica, sviluppato in collaborazione con Lo Schermo dell’arte. L’omonimo film, realizzato nel 2025, vince il premio per l’innovazione cinematografica al 43°Bellaria Film Festival. È fondatrice con Davide Maldi de L’Altauro, casa di produzione per lo sviluppo di lavori di arte, cinema e documentario d’autore. Dal 2021 insegna presso la scuola di fotografia CFP Bauer di Milano.
Careof LAB
Careof LAB è un network di professionist_ con competenze, attitudini diverse e trasversali, dall'arte contemporanea al typedesign, dalla fotografia all'architettura sino alla comunicazione visiva.
Careof LAB è condivisione, divulgazione, divagazione e didattica tramite workshop, incontri, presentazioni di libri, cineforum, aperti al pubblico.
Careof LAB è un hub di produzione di nuovi contenuti creativi e culturali, tramite la costruzione di relazioni con altre realtà e la presentazione di un palinsesto in continuo sviluppo.
Careof LAB è un gruppo fluido e multiforme, composto da chi ora abita lo spazio di Careof: lo studio di progettazione GISTO; lo studio di design e comunicazione AUT Design Collective; il fotografo Diego Mayon; l'agenzia di produzione Hotel Production; il collettivo di progettisti Hypereden; Emanuele Zamponi, art director, fotografo e videomaker; lo studio di comunicazione visiva di Silvia Sfligiotti; il fotografo e video maker Filippo Spinelli Barrile, la fotografa Chiara Goia.
Collaborazioni
Come raggiungerci
TRAM:
10 V.le Lunigiana - XXIV Maggio / XXIV Maggio - V.le Lunigiana Stop: Via Procaccini Via Nono, 160 m
12 Roserio - V.le Molise / V.le Molise - RoserioStop: P.le Cim.Monumentale Via Bramante, 300 m
14 Cim. Maggiore - Lorenteggio / Lorenteggio - Cim. MaggioreStop: P.le Cim.Monumentale Via Bramante, 300 m
BUS:
43 Piazza Greco - Piazza FirenzeStop: C.so Sempione Via Procaccini, 800 m
notturna: N25 Centrale FS M2 M3 - Cadorna FN M1 M2 Stop: Via Procaccini Via Nono, 160 m
METRO:
M2 fermata Garibaldi 1,1 km
M5 fermata Cenisio 400 m
TRENI: Garibaldi FS M2 M5 - 1,1 kmS13S5S6
Centrale FS M1 M2 - 2,7 kmMalpensa express binario 1
Cadorna FN M1 M2, 2,4kmMalpensa express binario 1
BIKE SHARING:
BikeMI 189 - Procaccini . Cimitero Monumentale, 300 m
BikeMi 238 - Govone - Borgese, 1,3 km
BikeMi 197 - Garibaldi - Sturzo, 1 km
Sono disponibli parcheggi per biciclette all'interno del cortile ella Fabbrica del Vapore
Privatizzazione spazi
Oltre alla regolare attività focalizzata su mostre, workshop ed eventi dedicati all’arte contemporanea, gli spazi di Careof, all'interno di Fabbrica del Vapore, si prestano come sede di eventi aziendali e privati, con condizioni da definirsi in base alle esigenze specifiche dei soggetti coinvolti.
Dimensioni: 160 mq, con accesso diretto dal cortile di Fabbrica del Vapore
Potenza impiantro elettrico: 35000 w
Per avere informazioni: spazio@careof.org
Contatti
Alessandro Nassiri — alessandro.nassiri[at]careof.org
Marta Cereda — marta.cereda[at]careof.org
segreteria organizzativa — careof[at]careof.org
consulente Archivio Video — archiviovideo[at]careof.org
Trasparenza
Dal 12/04/2022 compongono il consiglio direttivo Marta Bianchi, Riccardo Berrone, Marta Cereda, Alessio D’Ellena, Alessandro Nassiri con carica triennale.
Come da statuto le cariche sono a titolo gratuito.
Sono soci_ di Careof:
Mario Gorni, presidente onorario e responsabile Archivio Storico; Matteo Balduzzi; Marta Bianchi; Riccardo Berrone; Marta Cereda; Alessio D'Ellena; Marta Ferretti; Alessandro Mason; Diego Mayon; Alessandro Nassiri.
Nel 2022 l'APS Careof ha ricevuto da:
Regione Lombardia: contributi annuali per il triennio 2022/2024 per la realizzazione di attività di promozione educativa culturale: 30.000 euro
Ministero della Cultura, DGCC: Bando Italian Council (XI ed): 69.876,90 euro
Careof, Fabbrica del Vapore, Milano, photo credit Diego Mayon
Careof, Fabbrica del Vapore, Milano, photo credit Diego Mayon
Careof, Fabbrica del Vapore, Milano, photo credit Diego Mayon
Careof, Fabbrica del Vapore, Milano, photo credit Diego Mayon
Careof, manifesto
Careof, manifesto
Careof, Cusano Milanino, 1993
Careof, Cusano Milanino, 1993