Juli Sando • On My Silver Skin
11 - 17.05.2026
martedì - venerdì 17.00 - 21.00
sabato - domenica 15.00 - 21.00
inaugurazione e aperitivo con l'artista: 10.05.2026, ore 17.30 - 19.30
“On My Silver Skin” di Juli Sando è un’installazione che interroga su ciò che viene escluso dalla nostra memoria o dal linguaggio pubblico e mostra come anche ciò che è destinato a scomparire possa invece persistere.
Attraverso una stratificazione di immagini, suoni, testi e materiali, l’opera costruisce un ambiente da attraversare. Le lastre metalliche incise, disposte a terra, rivelano lentamente parole che emergono solo nel riflesso della luce; i video intrecciano elementi autobiografici, riferimenti mitologici e tracce della contemporaneità, a partire dall’immagine di un’eclissi, momento in cui visibile e invisibile si sovrappongono; le sculture in cera, sospese nello spazio, introducono una dimensione fragile e transitoria.
Solo nel movimento e nello sguardo del pubblico ciò che è nascosto, dimenticato, censurato o rimosso torna, lentamente, a farsi visibile.
“On My Silver Skin” di Juli Sando è un progetto presentato da Careof nell'ambito del festival di Zona K - LIFE, in collaborazione con Istituto Svizzero.
JULI SANDO
Juli Sando è una filmmaker, performer e artista multidisciplinare. È attiva nel campo del cinema, della performance, dell’installazione multimediale, della scrittura e della sperimentazione sonora. Il suo lavoro unisce poesia e politica, interrogando il linguaggio, l’identità e la società. Il suo approccio si caratterizza per l’attenzione ai momenti invisibili e ai fenomeni di scomparsa, cercando di delineare possibilità di resistenza nella diversità delle identità. Il suo ultimo film, “Fuku Nashi”, affronta il tema della diversità razziale e dell’importanza delle origini in relazione alla famiglia e all’identità personale, adottando uno sguardo intimo e personale. Nelle sue installazioni lavora con video e suono, talvolta in modo immersivo, spesso integrando sculture o incisioni in cera o metallo.
LIFE
LIFE è il festival di ZONA K.
LIFE è un richiamo esplicito alla famosa rivista americana di fotogiornalismo che ha documentato i momenti cruciali del XX secolo, a quello sguardo autoriale e diretto sulla Storia che ha trasformato le fotografie in iconiche immagini e potenti racconti visivi, divenuti parte della memoria collettiva.
Come la rivista, LIFE ambisce a stimolare una riflessione sul presente attraverso l’incisività di una messa in scena che si muove sull’ambiguo confine tra realtà e finzione, sulle interpretazioni e sul gioco che regolano la relazione tra verità e menzogna, sullo smascheramento di uno spudorato uso dei media, sul potere della narrazione.
LIFE propone un teatro che osserva e interpreta il presente, attinge da dati reali e li restituisce in modo vivido sulla scena, unendo performance, arte visiva, cinema, giornalismo, scienza e ricerca. Il rapporto con la realtà diventa oggetto e strumento di un’indagine che rimescola le narrazioni e i linguaggi, ridiscute il concetto di autore e interprete, riformula i criteri di fruizione e di appropriazione degli spazi, apre connessioni esplicite con la sociologia, l’urbanistica, la statistica, la storia, l’economia e la tecnologia. Uno storytelling critico che si concentra sulla rappresentazione o meglio sulla negoziazione tra il reale e la sua rappresentazione. Indagini storico-politiche, documenti destrutturati fino a scarnificarli del loro significato, persone coinvolte come esperti del reale, re-enactment di eventi storici che perdono attinenza con il reale, storie e racconti quanto più vicini a quanto accaduto, conferenze non accademiche, film, talk.
LIFE Festival 2026, seconda edizione.
Chiusi nelle nostre echo-chambers, bombardati da un flusso incessante di notizie che non lascia spazio né tempo di sedimentazione, ci muoviamo su un piano di realtà che confligge con se stesso. L’informazione inciampa, i social network amplificano, l’approfondimento diventa terreno per pochi, la verità si nasconde in meandri tortuosi e il confronto con l’altro si fa sempre più acceso. Vittime di disinformazione e fake news, troviamo conforto in chi ci rassicura di essere dalla parte giusta. Le emozioni diventano più influenti dei fatti nel determinare le nostre posizioni e le nostre interazioni. Il nostro sistema cognitivo tende a selezionare e accettare solo le informazioni che aderiscono alla nostra visione del mondo, capitalizzando energie secondo un meccanismo economico di salvaguardia. Gli esperti parlano di Confirmation Bias. Nella contrapposizione tra un noi e un loro, viene meno anche il concetto stesso di confronto democratico, trasformato in un’arena di scontro quasi tribale. Come coesistere con chi la pensa in modo diametralmente opposto? Come vivere accanto a chi incarna credenze inconciliabili con le nostre? In questo quadro dai tratti non rassicuranti, LIFE si inserisce con il suo sguardo sulla realtà contemporanea fatto di narrazioni inedite, ambigue, irriverenti, scomode. Il palcoscenico diventa laboratorio per esplorare queste fratture che attraversano la società e la politica, le nostre relazioni più intime, i nostri corpi, i nostri desideri. L’arte messa a diretto confronto con l’informazione, scardina convinzioni, si riappropria dei codici dello spettacolo spesso alla mercé della peggiore performance mediatica. La polarizzazione smette di essere un concetto astratto e diventa esperienza viva, viscerale, emotiva. Il teatro può ciò che l’algoritmo non può: creare uno spazio di presenza condivisa, dove il confronto non è mediato da uno schermo ma accade nel qui e ora, nell’incontro reale tra persone. Un festival che si muove tra realtà e immaginazione, tra fatti e finzione, lasciando all’arte la forza di dispositivo critico e la possibilità di essere uno spazio di resistenza, di partecipazione e di interrogativi.
CREDITI
On my silver skin
Video, suono, oggetti metallici, pietre, dimensioni variabili, 2025
starring Sayaka Mizuno, musica “Quoi qu’on en pense” by Claustinto x Koji (MEGABOOMEMO), 2025
Forbidden Words
Incisioni su alluminio, 720 x 360 x 2 cm, 2025
Les drapeaux de mes patries
cera, stampa, due elementi, 220 x 310 x 5 cm cad., 2025