Valerio Ambiveri + Luigi Compagnoni • Memorabile

Dal 17.12.1989 al 10.01.1990

La mostra nasce dal gioco di far dialogare due metodi antitetici del fare: velare e svelare, ridondanza ed essenzialità, sono confini estremi e congiunti che impongono una lettura in due direzioni paradossalmente univoche.

Valerio Ambiveri usa la pittura come mestiere tutto da recuperare.

Luigi Compagnoni con le sue sculture rimanda agli strumenti del fare pittura: piccole tele bianche, pennelli, si accostano a forme di legno, ferri, organizzate in strutture giocose, l'ironia del mondo. Ciò che li accomuna è una nostalgia verso il tempo aperto, il divenire che porta l'impronta del passato.

Non si tratta però del sogno romantico del bello come promessa di felicità ed utopia di riconciliazione, ma del sogno che vive nel tempo e del tempo ha la variabilità. ed è proprio il tempo, introvabile, che attraverso tracce, frantumi entra nelle loro forme per risalire ad un fare originario, non innocente ed immediato, ma cifrato, iscritto: ordinato in una poetica colma di mestiere come sapere della tradizione.

Mettere in gioco il tempo, la sua azione, recuperare questa lontananza, questa assenza partendo dalla propria età storica, è questo il senso della pittura di Valerio Ambiveri, un minuzioso e lento cammino nella manualità quattrocentesca delle ancone. Il suo lungo lavoro di preparazione è un manifesto della durata.

I lavori di Luigi Compagnoni, delicatissimi negli accostamenti insoliti di materiali diversi, sono un richiamo all'infanzia del mondo, alla sua trasformabilità, al suo fluire. Risalire al mistero delle origini sarà possibile solo sulle tracce di una memoria profonda e temporale.

Così oggetti trovati, e forme inventate rivivono la corrosione del tempo, la mancanza, il non essere, trasformandosi in risorse vitali per il lavoro dell'arte. Le opere così ci dirigono verso una strategia dello sguardo, posizione non lineare, ma testimonianza infinita della memoria che ritorna attraverso i vuoti aperti dal tempo: un viaggio iniziatico nel desiderio della pittura.