Pier Paolo Coro • Point Out

Dall' 08.10.2000 al 04.11.2000

Point Out - viaggio nell’esperienza degli studenti stranieri in Italia
Si sta evidenziando sempre più la necessità e l’importanza della relazione tra le diverse componenti sociali, economiche, scientifiche e culturali, che caratterizzano il nostro tempo.

Point Out è un tentativo di creare un punto di contatto tra indagine sociologica e ricerca artistica.
Elemento centrale di questa ricerca è il valore delle relazioni per la comunicazione tra culture diverse.

In occasione di un’esposizione d’arte contemporanea, dal titolo Giochi di luce 1999, presso gli spazi dell’Università di Ferrara è nata l’idea di trovare un dialogo con gli studenti che quotidianamente frequentavano l’Università.

Il mio interesse era di testimoniare e conoscere la realtà degli studenti stranieri in quanto portatori di un'altra identità culturale. Questa esperienza è stata tradotta nella realizzazione di un Video dove diversi studenti provenienti dall’Africa e dall’Europa, raccontano attraverso brevi interviste la loro esperienza di studio e il rapporto instaurato con la realtà sociale italiana.

Il Video realizzato è stato poi installato come videoproiezione all’interno dell’Università a ciclo continuato per tutta la durata dell’esposizione.
Il progetto è stato realizzato col sostegno del Comune di Ferrara e dell’Assessorato alle Politiche Giovanili e con la collaborazione del Centro Servizi Interfacoltà dell’Università di Ferrara.

La realizzazione del video Point Out è stata effettuata presso il Centro Cinema del Comune.

Perché gli studenti stranieri?
Perché i loro problemi d’ambientamento?
Perché il loro rapporto con la città e l’Università?

Gli studenti stranieri che giungono in Italia rappresentano un segnale che traduce una nuova apertura all’interno della nostra società.

Questa nuova apertura verso altre realtà culturali è subentrata, in senso più generale, anche al seguito degli avvenimenti degli ultimi vent’anni che hanno visto il nostro paese direttamente coinvolto da un crescente flusso d’immigrazione proveniente da paesi africani, arabi, dall’est europeo ed infine legato alle recenti vicende della guerra in Kossovo e nella ex Jugoslavia.

Molti sforzi si stanno facendo per affrontare al meglio queste nuove emergenze e non sempre d’immediata risoluzione.

Questi studenti rappresentano, penso, questa volontà e questo desiderio di convivenza e di rispetto reciproco.

Oggi troppo spesso si parla della formazione culturale nell’ampio quadro delle politiche giovanili senza tenere molto conto della presenza di queste “altre” identità culturali e dei loro problemi.

Una visione culturale ampia e globale non è sufficiente alla comprensione di ciò che sta succedendo un po’ ovunque nel mondo.
Credo sia importante oggi rifondare un nuovo rapporto con la realtà, intesa come consapevolezza e possibilità per sentirci vivi in questo rinnovamento.

Scenario di queste trasformazioni sono anche le nostre città in mano ad architetti e geometri… ma non abbiamo solo bisogno di palazzi che stanno in piedi da soli! La realtà è più ampia va ricollegata a più stimoli, esigenze e integrata a sempre più vaste competenze specifiche in ogni campo del sapere.

Quindi è necessaria anche una nuova rivitalizzazione del concetto di luogo come spazio della comunicazione, in cui ogni interlocutore può riconoscersi ed essere parte attiva di questo processo d’avvicinamento e di sviluppo.
“… e stato molto difficile trovare una casa, come sentivano al telefono il tuo accento straniero…mettevano giù. “

(dal video Point Out, 1999)

Pier Paolo Coro