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A CURA DI
Giorgio Zanchetti

INTERVENGONO
Stefano Arienti, Brigata Es, Botto & Bruno, Carlo Buzzi, Massimo Dalla Pola, Paola Di Bello, Stefania Galegati, Paola Sabatti Bassini, Santini del Prete, Stelarc, Massimo Tassi, Giorgio Zanchetti.

Dal 04.03.2001 al 04.04.2001

Quando leggo le pagine e le righe di uno scritto, di un libro, mi sono presenti cose fisiche nella mia “azione di lettura”. Un libro è un corpo, le pagine sono fatte di fogli di carta, le righe sono segni neri e impressioni fisiche-organiche o mediatamente fisico-meccaniche su certi punti della carta.
Vedo gli elementi cosali nella misura in cui mi appaiono, ma “vivo comprendendo il senso”. Ora, fermiamoci alla prima s/oggettività esperiente: la fisicità come senso concluso. L’azione per l’azione su di una o più pagine di una possibile “cosa libro”. L’intenzione di segnare o di-segnare il foglio di un libro cercando il non-metaforico ma riflettendo sui mezzi e sull’azione.
E’ sempre diverso vedere la cosa come cosa e la cosa come oggetto d’uso. Ci si pone in relazione da ciò che è Altro dalla “cosa stessa”.
I segni grafici “appaiono”, ma noi viviamo mirando al loro senso. Allo stesso modo appare il corpo oggettuale o corpo-libro e noi intenzioniamo alla comprensione. L’idea è cogliere l’intenzionalità dell’apparizione come tale, nella totale indipendenza della significazione. Ciò che vorrete spedirmi è organicamente indipendente dal mio conoscere. Una o più pagine agite in una prospettiva di stampa, più o meno certa.
Un ringraziamento per l’adesione ad un progetto instabile e, per l’inevitabile partecipazione al mio multiplo ed unico prodotto e alla vostra unica e multipla scoria performativa.
Accettare o non accettare equivale ad una inevitabile partecipazione, all’interno di un libro dai “lasciti incrociati”.

Giovanni Ferrario