Emanuel Licha • Nothing less, nothing more, just transformed

A CURA DI
Gabi Scardi

Dal 15.04.2004 al 06.05.2004

"Casa" è molte cose: è luogo fisico e mentale, capace di comunicare il nostro vivere e il nostro inconscio. E' il luogo che protegge, lo spazio della sicurezza, delle relazioni più profonde, della condivisione intima, dei momenti di solitudine e di affettività. Simbolo primario della nostra immaginazione, la casa è contenitore assimilabile al corpo femminile: sta per matrice, per ventre materno.

La casa, intesa come luogo riservato e intimo, è il soggetto di molte opere di Emanuel Licha. Canadese di nascita, francese di adozione ma appartenente a una famiglia di origini variegate, l'artista indaga - attraverso il tema dell'abitare - la relazione dell'individuo con la parte più profonda, più intima di sé, con le proprie radici, con le proprie origini culturali e biologiche.

Da alcuni anni Licha ha cominciato a frequentare i Balcani. Da allora le case che compaiono nel suo lavoro hanno perso ogni aspetto seduttivo, ogni carattere di armonia; fatte ormai di materiali da costruzione riciclati, sono divenute oggetti paradossali, feriti, incapaci di accogliere. Si tratta di case-trappola che si aprono all'improvviso lasciando il loro abitante esposto e indifeso per poi richiudersi ingabbiandolo. A mo' di stantuffo esplodono verso l'alto come ad espellere i propri inquilini.

E' questo il caso di Blow up, l'installazione realizzata per la mostra a Careof: sorta di rifugio quadrato privo d'ingresso e di tetto, questa casa fatta di lamiere metalliche e di altri materiali di recupero è tappezzata all'interno di un tessuto che riprende motivi tipici delle tappezzerie domestiche. A tratti una forte emissione d'aria fa pulsare violentemente il tessuto spingendolo verso l'alto.
«Se all'interno della casa fossero rimasti degli abitanti», dice Licha, « in questo momento verrebbero irrimediabilmente espulsi». Si passa dunque da una situazione in cui la casa è abitabile e può ancora proteggere, a uno stato in cui è inabitabile e ostile.

Oltre a Blow up l'artista espone un video dal titolo In and Out e alcune fotografie della serie Sans se retourner.