Alessandra Cassinelli • Oris Hiatus

A CURA DI
Katia Anguelova

Dal 27.09.2004 al 20.10.2004

Uomini a cena, elegantemente vestiti, seduti ad un tavolo luminoso. I commensali si imboccano reciprocamente con lunghissimi cucchiai trasparenti. Parlano lingue diverse e sembrano interessati alla conversazione, nella quale intrecciano frasi ed argomenti a noi incomprensibili.

Un lavoro surreale ed ironico dietro al quale affiorano le problematiche umane e relazionali. Alessandra Cassinelli ha lavorato a lungo in centri di recupero nell'ambito del disagio e della malattia mentale e ha utilizzato l'arte come terapia nel suo rapporto con i malati. «I vecchi che nutrono i giovani. Poi i ruoli si capovolgono, a volte nascono già capovolti, come popoli che si prendono cura di altri popoli o non se ne prendono affatto. Come madri, come animali, come uccelli» dice l'artista a proposito del suo lavoro.

All'origine del suo lavoro c'è la necessità di mostrare che l'essenza della socialità è il bisogno di riconoscimento. Nutrire l'altro è ricerca del legame. I lunghi cucchiai utilizzati servono forse per mantenere una distanza nei rapporti interpersonali, o forse a superare le distanze, ad avvicinare. L'utilizzo di lingue diverse, di argomenti diversi, racconta il bisogno di comunicare e le difficoltà dell’ascoltare.

Questi gesti, questi atteggiamenti fanno pensare anche alla logica insita nello spirito di dono: dare, ricevere, ricambiare. Nel nutrire e nell’essere nutriti il legame può essere più importante del cibo, e in modo più ampio: l’essenza del dono non è l’oggetto regalato ma il legame che esso stabilisce.
I rapporti interpersonali sono da sempre al centro del lavoro di Alessandra Cassinelli, tra i suoi ultimi lavori ricordiamo Venezia 2001-2003, una stampa di 40 metri raffigurante gente immobile ripresa da dietro forzatamene vicina e senza comunicazione. Nel 2004 la performance da cui nasce il titolo Guelta (pozza d’acqua sahariana) ha come soggetto un altro atto ripetitivo, una donna in una piscina richiude acqua in  sacchi trasparenti  fino saturarne lo spazio.
La mostra è composta dalla documentazione delle performance e dai disegni dell'artista.