Marianne Heier • Supply & Demand

A CURA DI
Alessandra Pioselli

Dal 07.06.2004 al 30.07.2004

Supply & Demand: domanda e offerta. "To supply": fornire, soddisfare, alimentare. "To demand": richiedere, rivendicare. Transitory, Hell Bank e Metrò, i tre nuovi lavori che Marianne Heier ha realizzato per la mostra, assieme all’azione Tutto è acqua se guardi abbastanza a lungo, parlano del valore dei soldi, della sua relatività, del suo essere convenzione sociale che rimanda non solo ad uno scambio di beni e servizi, ma anche, appunto, di valori, mezzo di riconoscimento e comunicazione all’interno di una comunità.

Marianne Heier mette a confronto tre diversi modelli economici presenti in Europa (e a Milano), in cui il valore dei soldi e la negoziazione economica tra persone assumono significati differenti: tre diversi sistemi di “domanda e offerta” e di rapporto utilitario e simbolico con il denaro, dall’alta finanza, alla comunità cinese, a quella Rom.

Transitory è un’intervista video con un giovane consulente finanziario di una delle più influenti banche della City londinese. L'intervistato risponde ad una serie di domande dell’artista su questioni apparentemente semplici, che riguardano i principi basilari dell’economia, così come la sfera personale. Le risposte sono lo specchio di una realtà istituzionalizzata e di una visione lucida e pragmatica del mercato.
Underground è un’installazione sonora formata da una serie di formule usate dai Rom per chiedere l’elemosina, registrate nella metropolitana milanese. Spesso imparate a memoria, queste cantilene sono state studiate per durare quanto il tragitto da una stazione all’altra. Piccole performance in cui la gestualità, i tempi, il tono della voce sono elementi ricorrenti e riconoscibili che perdono l’effettivo significato a favore del puro suono.

Hell Bank è una ricerca che l'artista ha compiuto sul rituale Taoista del bruciare soldi in onore dei morti. Praticato pubblicamente in Cina, il rituale in Europa é strettamente riservato ai membri della comunità cinese e vietnamita. L ’artista ha cercato persone disposte a renderla partecipe, lasciandosi riprendere dalla videocamera. Il risultato di questa ricerca è documentata da un video e da un libretto. Questi documenti restituiscono non solo le difficoltà incontrate, ma più in generale, in forma ironica e leggera, le differenze linguistiche e culturali, e le tensioni che dividono una comunità da ciò che essa considera straniero.
Tutto è acqua se guardi abbastanza a lungo, performance in cui il pubblico potrà donare dei soldi, raccolti da alcuni volontari, che saranno dati dall’artista all’Unicef per il programma di fornitura d’acqua potabile nelle aree del mondo colpite da catastrofi. Con 43 Euro è possibile rendere potabili 320 litri d’acqua.