Daniele Costa • Seeing Beyond Fading
17.02.2026, ore 19.00
Talk e screening con:
Daniele Costa
Marta Cereda
Carolina Gestri
Lorenzo Donghi
Samuele Sartori
Martedì 17 febbraio Careof ospita il secondo appuntamento di presentazione di “Seeing beyond fading”, opera video di Daniele Costa che affronta uno dei più grandi tabù della società contemporanea: la morte, e in particolare il momento del congedo, il passaggio dalla presenza all’assenza.
Dopo la prima tappa in forma installativa al PAC – Padiglione d’Arte Contemporanea (novembre 2025), il progetto prosegue con una nuova occasione di visione e confronto: una proiezione di estratti selezionati dell’opera, seguita da una tavola rotonda che offrirà uno spazio di dialogo aperto sui temi esplorati dal lavoro. Le curatrici Marta Cereda e Carolina Gestri dialogheranno con con Lorenzo Donghi, professore associato presso l'Università di Pavia in Storia e linguaggio del cinema e cinema espanso e Samuele Sartori, docente a contratto presso l’Università degli Studi di Milano (Dipartimento di Filosofia), dove conduce un laboratorio sull’ibridazione umano-macchina.
Il video si svolge all’interno di un Hospice, luogo dedicato alla cura di malati in fase terminale. La scelta di collocarsi all’interno della struttura consente di indagare le forme di contatto corporee ed emotive che attraversano questo spazio di cura. Il reale si esaurisce lasciando spazio a immagini termiche che ci rivelano una realtà invisibile: il calore dei corpi, i gesti di contatto, le presenze che si fanno prossimità. Attraverso l’utilizzo delle termocamere, il calore diventa il dispositivo visivo per dare immagine a ciò che si attiva nel tempo dell’attesa e dell’accompagnamento: corpi che si avvicinano o si allontanano, calore che permane o si dissolve. Il corpo non è più soltanto materia, ma traccia energetica, residuo sensibile e forma in transito.
Il titolo del progetto richiama il linguaggio del montaggio video – fade in / fade out – per ribaltarne il significato: non una semplice comparsa o sparizione progressiva dell’immagine, ma il tentativo di trattenere lo sguardo su un tempo preciso, su un passaggio che chiede di essere visto, nominato, attraversato. Con questo secondo appuntamento, Careof propone un momento di visione e riflessione condivisa, per osservare insieme ciò che resta di questo passaggio.
“Seeing Beyond Fading” di Daniele Costa è un progetto prodotto da Careof, a cura di Marta Cereda, con la collaborazione di Carolina Gestri.
Il progetto è realizzato con il sostegno del MiC e di SIAE, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”, in collaborazione con il Centro Residenziale di Cure Palliative “Casa del Vento Rosa” di Lendinara (Ro), con il supporto e sostegno di Ines Testoni con il Master in Death Studies & the End of Life, progetto di Terza Missione Università degli studi di Padova.
DANIELE COSTA
(Castelfranco Veneto, 1992).
Inizia la pratica artistica nel 2014 dedicandosi prevalentemente al video. Dopo la laurea di primo livello in Discipline delle Arti Musica e Spettacolo all’Università di Padova, completa gli studi in Arti Visive nel 2017 presso l'Università IUAV di Venezia.
La sua ricerca si focalizza sulla conoscenza del corpo umano in due direzioni di introspezione personale: da una parte il funzionamento interno del corpo umano, basata su approfondimenti medico scientifici, dall’altra la singolarità umana, la conoscenza dell’individuo in rapporto alla sua storia, al suo mondo e alla sua persona.
I progetti di Daniele Costa sono stati presentati in diverse istituzioni e festival quali: il PAC Padiglione d’Arte Contemporanea e Artevisione Careof e Sky Arte a Milano, il Teatrino di Palazzo Grassi, la Fondazione Bevilacqua La Masa e il Cinema Galleggiante a Venezia, il MAXXI e la Galleria d’Arte Moderna a Roma, la Fondazione Spinola Banna e la GAM a Torino, e il Lago Film Fest a Treviso. Il suo lavoro è stato esposto anche in istituzioni culturali internazionali tra cui la National Gallery of Art di Tirana, la House of King Peter I a Belgrado e il Museo di Arte Contemporanea di Salonicco.
Nel 2016 riceve il primo premio alla 100ma Collettiva Giovani Artisti della Fondazione Bevilacqua la Masa di Venezia, nel 2021 vince il Premio Lydia all’arte contemporanea, promosso da Fondazione Il Lazzaretto di Milano.