25 May 2026 20:15:35
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Organizzazione non profit per l’arte contemporanea

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A Deep Glimpse

A DEEP GLIMPSE
Mostra Finale – 2° anno in Painting & Digital Art
Opere di: Gerta Hameli, Aalma Lumière, Sancha e Tristan d’Orgeval

Una collaborazione tra Accademia di Como e Careof Milano

Inaugurazione: 27 maggio, ore 18.30–20.00
Orari di apertura: 28–29 maggio, ore 10.00–19.00

Dal 25 al 29 maggio 2026, Careof ospiterà A Deep Glimpse — Mostra Finale; 2° anno in Painting & Digital Art, con opere degli studenti dell’Accademia Aldo Galli di Como: Gerta Hameli, Aalma Lumière, Sancha e Tristan d’Orgeval.

Alla conclusione del loro Biennio, gli studenti presentano i progetti sviluppati negli ultimi mesi attraverso opere pittoriche, installazioni multimediali e lavori partecipativi.

A partire dalle proprie biografie e dalle esperienze pregresse, ciascuno studente ha individuato nel corso dei due anni un linguaggio visivo e un ambito di ricerca personale, qui riuniti per la prima volta all’interno di uno spazio espositivo. Tutte le ricerche indagano le imposizioni sociali, immaginando nuove possibilità di scarto e resistenza rispetto a ciò che viene socialmente e culturalmente imposto dalla società contemporanea.

In Do Tell e nell’intero corpus di opere presentato, Gerta Hameli approfondisce la dimensione onirica e la sfera sociale intima della propria comunità kosovara. Attraverso generazioni e racconti, i sogni hanno costituito un linguaggio simbolico condiviso. Queste opere si interrogano su come il racconto preservi, trasformi e tenga unite le persone.

In Becoming Bodily, Sancha indaga l’esperienza trascendente della nascita di un nuovo essere. Attraverso una narrazione visiva queer, lo spettatore è invitato a entrare nel nuovo mondo non umano dei Fems, un universo cibernetico ambiguo che ripensa le nostre modalità umane di esistere e vivere.

Tristan d’Orgeval ci conduce in un universo fatto di schizzi, immagini fugaci e suoni ripetitivi — effimeri ma al tempo stesso invasivi. In Cabinet of Couriosity e Fool’s Ballad esplora personalità multiple fatte di fragilità, incertezze, paure e delicatezza, cercando di rispondere alle strutture normative imposte dalla società.

Il lavoro di Aalma Lumière si muove invece in una dimensione più intima. Muovendo da una crisi identitaria, l'artista avvia un'indagine sulla frammentazione dell'io e sulle sue fragilità, ponendo al centro la relazione e l'interazione umana. Il pubblico è così invitato a prendere parte attiva all’opera attraverso il gioco, la condivisione e la riflessione intima.

Ciò che emerge è un’intensità di approcci differenti - talvolta in dialogo, talvolta in contrasto - generati dalle urgenze che ciascuno studente ha scelto di attraversare nel proprio percorso artistico. Le opere fanno parte dei progetti finali che saranno presentati durante la sessione di tesi.

Ideata da Marta Bianchi, coordinatrice del corso e membro di Careof, l’iniziativa nasce con l’obiettivo di avvicinare la formazione accademica alla pratica artistica professionale. Offre agli studenti l’opportunità di confrontarsi direttamente con le esigenze, le complessità e i limiti della produzione di un’opera all’interno di un contesto espositivo.

Un ringraziamento speciale va alla Direzione dell’Accademia di Como Aldo Galli e a tutto lo staff — in particolare a Jana Mangundayao, Giordana Ingrassia e al corpo docente del Biennio in Painting & Digital Art: in particolare a Martina Angelotti e Giacomo Raffaelli oltre a Arianna Baldoni, Lupo Borgonovo, Sandra Cane, Giulia Civardi, Gianfranco Lacchin, Tamara Ferioli, Federica Gattillo,Davide Savorani, Luca Siniscalco ed Ema Stefanovska.

Biografie

Aalma Lumière
Aalma Lumière (Bagno a Ripoli, 2000) è un’artista multimediale la cui ricerca integra pittura, installazione e scrittura. La sua pratica nasce da una crisi identitaria che l’ha portata a cambiare radicalmente percorso, passando dall’aspirazione a diventare avvocata alla scelta artistica, avviando così una profonda riflessione sulla complessità dell’identità e sulla frammentazione del sé.
Attualmente sta completando il Biennio in Painting and Digital Arts presso l’Accademia Aldo Galli di Como e approfondisce la dimensione terapeutica dell’arte attraverso il Master in Creative Arts Therapies dell’Università di Padova. L’interesse per la fragilità e le dinamiche relazionali l’ha portata a collaborare con Farmacia Wurmkos, laboratorio orizzontale di coabitazione artistica tra artisti e persone che vivono situazioni di disagio psichico.
Nel 2025 ha partecipato all’Open Studio curato da Careof presso la Fabbrica del Vapore di Milano ed è stata selezionata per una mostra collettiva presso Spazio Natta a Como. Parallelamente alla pratica visiva, porta avanti una costante produzione letteraria. I suoi testi sono stati pubblicati in Collana Poetica I Poeti di Ponte Vecchio (Dantebus, 2024), nella V edizione del Premio Nazionale La Botteguccia delle Favole (GD Edizioni, 2024) e nell’antologia Tra le Alpi e i Laghi. Storie di Piemonte e Lombardia (Rudis Edizioni, 2025). Fa parte di Art Workers Italia e del network GAI – Giovani Artisti Italiani.

Gerta Hameli
Gerta Hameli (nata nel 2001 a Prizren, Kosovo) è un’artista visiva. Crescere tra Kosovo, Montenegro, Macedonia del Nord e Italia ha influenzato profondamente la sua pratica artistica.
La sua ricerca esplora il sogno come evento sociale che acquisisce significato nel momento in cui viene raccontato, interpretato e trasmesso all’interno di una comunità. Traduce questi temi attraverso colori tenui e mediante pittura figurativa, video e assemblage.
Ha conseguito una laurea triennale in Belle Arti – Pittura presso l’Università di Prishtina “Hasan Prishtina” e sta attualmente completando il Biennio in Painting and Digital Art presso l’Accademia Aldo Galli di Como.
La sua prima mostra personale si è tenuta nell’ottobre 2024 presso il Social Cultural Space Tetova. Ha inoltre partecipato a numerose mostre collettive a Milano, Como, Torino, Tirana, Prishtina, Tetova e in contesti universitari.

Sancha
Sancha (nata nel 2002 a Lisbona, Portogallo) è un’artista e designer non-binary la cui pratica esplora temi legati al genere, alla cura e alla sessualità, concentrandosi sulla relazione tra il corpo collettivo e quello individuale. Attraverso media differenti e immagini figurative dai colori vivaci, indaga le vite di creature non umane tramite storytelling e worldbuilding, utilizzandoli come strumenti per metaforizzare e ripensare modalità alternative di esistenza.

Ha conseguito una laurea triennale in Graphic Design presso la Escola Superior de Artes e Design (ESAD) di Caldas da Rainha, in Portogallo, e sta attualmente frequentando il Biennio in Painting and Digital Art presso l’Accademia di Belle Arti di Como.

Nel 2025, Sancha ha partecipato a un Open Studio presso la Fabbrica del Vapore e ha presentato la mostra personale The Specimen presso Subplace. Nel 2024 ha curato e partecipato alla sua prima mostra collettiva, Corpa Sentida, e successivamente ha preso parte a ÂNCIA, un intervento collettivo all’interno della collezione permanente del Museu José Malhoa, entrambe a Caldas da Rainha.

Tristan d’Orgeval
È durante gli anni scolastici che emerge l’energia creativa di Tristan d’Orgeval. Incapace di concentrarsi all’interno delle strutture accademiche tradizionali, penne e quaderni diventano inizialmente una via di fuga dalla disciplina imposta. Nel tempo, questa necessità si trasforma in una ricerca artistica più ampia che intreccia scrittura e disegno attraverso media differenti.
Tristan è ossessionato dalle bozze, che considera tracce grezze dei propri pensieri più intimi. La sua iperattività è inoltre influenzata dall’esposizione ai social media e al flusso costante di contenuti digitali. Affascinato e sopraffatto dalla cultura online caotica, cerca sempre più spesso di mettere in scena le forme di intimità prodotte all’interno di queste reti.
In tutte le sue forme, il suo lavoro tenta di rappresentare l’intimità esposta, frammentata o nascosta.
Tristan è cresciuto a Parigi, prima di completare il proprio Bachelor presso University College London. Tra le sue mostre recenti a Parigi figurano una personale presso Atelier Jeanne Dumont (2025) e due mostre collettive presso La Maison de la Conversation e Wilde Le Lieu, con Artenae (2026).